“Le immagini utilizzate sono a scopo puramente illustrativo e decorativo. Non intendono rappresentare la realtà dei fatti né offendere l’integrità di persone, luoghi o avvenimenti.”
Possono le Belle Arti tornare ad essere le custodi della nostra cultura e salvare l’Occidente dal disastro?
La risposta è semplice: Si.
Per la salvaguardia della società Occidentale è infatti oggi necessario riscoprire l’arte classica e tutte le sue interconnessioni, ignorando l’influenza di matrice Dadaista dell’ultimo secolo, che impone il relativismo nel “giudizio” qualitativo delle opere d’arte.
Nel mio libro “La grande battaglia culturale“ mostro come le arti moderne presero il potere d’influenza culturale e distrussero la concezione accademica delle “Belle Arti” instaurando passo dopo passo la cosiddetta “Dittatura del Relativismo”, tramite un processo d’ingegnerizzazione sociale veicolato dalla cultura di massa ed i prodotti artistici non più benefici verso l’individuo.
E’ assolutamente necessario approfondire la storia dell’arte e quella generale dell’ultimo secolo, in modo da acquisire una conoscenza che ci possa immunizzare da codesta stranezza paradossale del “tutto è arte” e “la verità è soggettiva”; per far ciò bisogna anche comprendere ciò che l’arte fu prima della Rivoluzione Dadaista del 1916, corrente culturale che travolse l’Occidente, ribaltando completamente qualsiasi valore etico-morale, portando tramite una concatenazione d’eventi, alla degradazione della società Occidentale.
Dobbiamo ricordarci ciò che in realtà siamo, riprendendo consapevolezza riguardo le nostre radici perdute in modo da comprendere la contemporaneità nella sua totalità ed il grande paradosso in cui viviamo oggi; per un artista figurativo, il metodo migliore per comprendere ciò che non siamo più, sarebbe confrontare le proprie opere con quelle create dagli antichi maestri e cercare di avvicinarsi lentamente al loro livello tecnico ed espressivo, senza demoralizzarsi ma agendo con positività; stessa cosa vale per un individuo che volesse comprendere il presente, confrontandone i frutti odierni con le meraviglie del passato.
Ci si chiederà, prima innocentemente ed ingenuamente, poi con un pizzico di sbalordimento, come mai l’arte oggi sia cosi stramba…per dissipare il dubbio la si studierà storicamente, non trovando però razionalità nelle giustificazione dei critici d’arte che irrazionalmente la esultano come se fosse un “progresso” rispetto al passato, mentre fisicamente appare come miscugli insensati di pigmenti (sfruttando la dubbia teoria della concettualità dell’arte, che va oltre il visivo).
Ci si chiederà come mai nelle scuole non si insegnino più le vere Belle Arti e la risposta con il tempo farà da catalizzatore per un enorme processo di cambiamento interiore che aprirà le porte a nuove interpretazioni della realtà prima inimmaginabili, se si ha abbastanza onestà intellettuale e pazienza d’approfondire.
Chi volesse capire quanto siano veritiere e genuine le arti moderne, potrebbe confrontarle con le opere create durante il periodo che parte dall’era classica dell’Antica Grecia ed arriva fino all’ Accademismo Francese del 1800; noterà cosi uno strano cambio di direzione culturale che avvenne durante la metà del 1800 con il movimento Impressionista, che andò poi nel 1900 a distruggere completamente qualsiasi connessione logica con il passato accademico; sarà poi denotabile come questa ideologia artistica si ramificò in diversi ambiti culturali (come letteratura, musica, filosofia) e ci si chiederà a questo punto chi ne trasse beneficio economico e politico, dato che ebbe solo conseguenze negative sulla cultura ed il tessuto sociale.
Quando si inizia a giudicare la realtà circostante con degli standard minimi classici ed accademici, la prospettiva del mondo odierno inizierà a risultarci molto differente rispetto a ciò che la narrativa dominante propone; probabilmente cominceremo a denotare un senso di patetica tristezza nelle ridicole opere culturali del presente e ci verrà il desiderio di rivedere quei Tempi Classici riprender vita.
Il metodo accademico dell’epoca Pre-Dadaista fu uno strumento tecnico così elaborato ed avanzato da permettere di portare le arti figurative a livelli mai raggiunti prima e persino oggi difficilmente imitabili; attinse la sua conoscenza dall’esperienza dello studio diretto della realtà (mimesis), che andava poi ad aggiungersi al patrimonio visivo acquisito nei secoli dai singoli artisti, fino a raggiungere un perfetto equilibrio tra realismo e bellezza visiva di timbro ellenistico; oltre ciò fu grande veicolo di conoscenza, morale e cultura, influenzando positivamente qualsiasi ambito sociale.
L’ARTE NASCOSTA E SEPOLTA ALLE MASSE
Grandissimi artisti, soprattutto nel periodo che sui libri di storia dell’arte viene ingiustamente occupato solo dall’Impressionismo e dall’Espressionismo, toccarono l’apice della tecnica figurativa e produssero incredibili capolavori d’eterna bellezza; è una storia dell’arte quasi cancellata, conosciuta solo dagli esperti in materia, ma nascosta alle masse che sono state convinte che Van Gogh (1853-1890), fosse stato il più grande genio del 1800.
Tutti conosciamo il grandissimo maestro Jacques Louis David (1748-1825), come il successivo Jean-Auguste-Dominique Ingres (1780-1867)… ma non ci fu più nessun altro capace quanto loro? Da come la storia dell’arte viene falsamente presentata, sembra che dopo il Neoclassicismo ed il Romanticismo tutti gli artisti divennero Impressionisti ed il resto venne sepolto sottoterra, in quanto superato da questa innovativa corrente artistica.
Forse invece bisognerebbe dare il dovuto rispetto a grandi Maestri come:
- Adolph von Menzel (1815-1905)
- William-Adolphe Bouguereau (1825-1905)
- John Everett Millais (1829-1896)
- Frederic Leighton (1830-1896)
- Vasilij Grigor’evič Perov (1834-1882)
- Edward Poynter (1836-1919)
- Ivan Nikolaevič Kramskoj (1837-1887)
- Henryk Siemiradzki (1842-1902)
- John William Waterhouse (1849-1917)
Apriamo adesso un qualsiasi libro di storia dell’arte scolastico… dove solo questi artisti? Perché sono stati offuscati?
Vediamo alcune loro opere, un dipinto per ogni artista, seguendo la lista in ordine cronologico:
LA STIGMATIZZAZIONE DELLE ARTI MODERNE
Dopo aver scoperto che ci fu un binario parallelo delle arti, completamente reso invisibile dalla storia dell’arte di massa e contrapposto alle avanguardie artistiche moderne, cominciamo a comprendere che i critici d’arte sembra abbiano voluto favorire una narrativa piuttosto che un’altra, offuscando magari ciò che in realtà avvenne, ossia una battaglia finanziaria tra i mercanti privati che favorirono la modernità e le Accademie statali che favorivano la tradizione e la società Occidentale: una battaglia tra due mondi, quello del profitto e quello teocratico/morale.
Mettersi contro le grandi famiglie bancarie internazionali che sponsorizzarono le arti moderne porta sempre ad enormi difficoltà a chi se le ritrovasse contro; quando possibile è sempre meglio ricercarne una “collaborazione”, ma nel caso ciò non fosse possibile, quando ci si ritrova direttamente come loro bersagli, non si può far altro che resistere alla loro pressione finanziaria finché non si cede. Tra un’iniezione di denaro ed un’altra infatti la fazione del profitto naturalmente vinse, provvista d’infinite risorse; la bolla artificiale che diede visibilità ai ribelli delle Belle Arti si gonfiò, si gonfiò e si sovrappose alle Arti Accademiche, facendo apparire i nuovi come i campioni delle Arti e del progresso culturale.
Almeno fino ad oggi, in quanto notiamo una frattura della loro narrativa, un ritorno della tradizione ed un grande rifiuto del pubblico verso le arti moderne, completamente disinteressato a tali produzioni.
Ciò significa che non ci fu in realtà alcun cambio di direzione naturale come la storia dell’arte lascia intendere, in quanto le Arti Accademiche semplicemente furono offuscate e sostituite a causa di potentati finanziari ben più grandi di loro, trainati dagli immensi guadagni dell’industrialismo spietato. Non fu un cambio di rotta generale, ossia un’evoluzione stilistica su cui il mondo artistico concordò, ma fu una sostituzione propagandistica mediatica.
Come spiego nel libro “La grande battaglia culturale“, dopo che ci si arricchirà del patrimonio artistico occidentale millenario, consapevoli della grande arte del passato, si vedrà il 1900 in maniera completamente differente e le spiegazioni date dagli storici d’arte contemporanei sembreranno farlocche ed estremamente incoerenti; dopo che si gustano le buone pietanze infatti… il palato si raffina ed il cibo scadente lo si evita.
Come iniziò tutto? I problemi culturali di cui trattiamo nacquero dopo il movimento Impressionista; se la ricerca artistica si fosse fermata li ed integrata al patrimonio della tradizione, tutti ne avremmo tratto sicuramente giovamento; purtroppo venne innestato un pensiero velenoso, ossia il concetto di “progresso continuo” applicato su ogni ambito umano.
Le arti moderne si basano infatti sul concetto di “progresso continuo” dell’arte (come se abbassare gli standard potesse essere etichettato come progresso) fino al superamento stesso del retinismo (cioè il superamento dell’estetica, ciò che l’occhio vede) per raggiungere qualcosa che vada oltre l’arte del passato, ossia il “Concettualismo“.
Cosa si intende con questi termini?
La "logica" delle arti del progresso
Per fare esempi pratici secondo la loro narrativa e “logica” del particolare che evita di parlare dell’insieme, Jackson Pollock (1912-1956) portò progresso alle arti in quanto si “liberò” del pennello e dipinse direttamente colando la vernice dai barattoli; come possiamo classificare le arti con questi metodi di paragone insensati, che cercano di limitare il discorso artistico su sottili particolari, ignorando la struttura totale?
Marchel Duchamp (1887-1968) invece si “liberò” della caratteristica dell’artista di dover “creare opere” per essere considerato artista, istituendo il concetto di “Ready-Made” e dell’anti-retinismo concettuale.
Il primo concetto, Ready-Made, si basava sul fatto che l’artista potesse prendere un oggetto qualunque e grazie alla sua sensibilità artistica “onnipotente“, renderlo un’opera d’arte a tutti gli effetti, rovesciando i valori tradizionali in quanto non fu più importante l’operato dell’artista, ma l’artista stesso; egli acquisiva da questo momento, secondo la teoria del Ready-Made, il diritto di tramutare qualsiasi cosa in arte, se solo egli l’avesse proclamato…al punto che Duchamp stesso andò ad acquistare un orinatoio, lo ruotò di novanta gradi, lo firmò e lo intitolò “Fontana”.
Per “Anti-retinismo concettuale” invece si identifica quel superamento del concetto accademico di “Mimesis”, ossia di “imitare la natura”, andando quindi verso un’arte che si scollega dal dato visivo, che va oltre e raggiunge il “concetto stesso“; puro intellettualismo non più limitato dalla fisicità dell’opera. Baggianate del pensiero relativista, che permettono oggi ad un uomo di autoidentificarsi come un elefante, anche se per 5 minuti si sentisse tale.
Riuscireste ad immaginare se i chirurghi avessero fatto una simile rivoluzione tecnica, cominciando a tagliuzzare i pazienti a caso in quanto le “regole” chirurgiche vanno superate?
Dopo una formazione accademica adeguata, si inizia a diventare immuni a queste follie e le si vede con chiarezza.
Contrastare la loro dialettica
E’ importante imparare ad osservare le opere d’arte odierne per quel che sono, dopo aver maturato una preparazione culturale adeguata, per trovarne i difetti e comprendere cosa le renda cosi velenose al cervello umano e deleterie per la società, per poi avere la consapevolezza progettuale per creare qualcosa di completamente opposto e perciò benefico per le persone.
L’opera qui sopra è Maria, la Madre di Gesù, cosparsa di sterco d’elefante e con immagini pornografiche nello sfondo, incollate con la tecnica del collage. Vi sembra una bella opera?
L’arte moderna vive di scandalo e degrado, rappresenta solo ciò che è blasfemo, offensivo, sovversivo e svuotato da qualsiasi valore teologico o esistenziale; nel momento in cui essa cercasse di abbracciare i metodi tradizionali, firmerebbe la sua condanna in quanto comincerebbe a divenire benefica in quanto l’artista dovrebbe fare una crescita spirituale per realizzarla ed il tema diverrebbe più profondo ed analitico, facendo abbassare sempre meno le frequenze delle coscienze degli spettatori.
Far tornare alla moda le Belle Arti e dimostrare come esse siano fondamentali ed efficaci, utili per la società, per lo sviluppo mentale, morale e la crescita interiore è l’obiettivo del nuovo secolo.
IL TIPICO DIPINTO MODERNO E L'ALTERNATIVA
Nel caso analizzassimo un dipinto contemporaneo tipico, noteremmo che il tema mediamente rappresentato sarebbe: la sessualità alternativa, lo spiritismo, l’edonismo nichilista, l’alienazione come valore, il consumo di sostanze, la blasfemia o in ogni caso la normalizzazione della degenerazione in varie forme; questi sono i messaggi soliti che vengono veicolati.
La tecnica artistica sarebbe probabilmente banale ed amatoriale, con brutti colori, proporzioni sbagliate, nessuna conoscenza delle basi del disegno e della composizione pittorica. Quando invece si denota una buona tecnica, solitamente il messaggio è meno turbante, in quanto l’artista deve riflettere molto per realizzare l’opera, ciò porta l’autore, se onesto, ad iniziare un cammino di crescita spirituale, migliorando lentamente la positività del messaggio inserito o rappresentando quei temi da punti di vista ben critici.
Ecco perché solitamente la tecnica manca e l’artista non è in grado di rappresentare con efficacia un tema, vengono infatti messi sotto i riflettori gli artisti meno pericolosi per il Sistema; perché chi approfondisce la tecnica solitamente riflette, e ciò non è buono per la veicolazione di una certa propaganda. Chi è interessato alla tecnica, infatti, solitamente finisce per non aderire più alle tematiche moderne.
Quale potrebbe essere un’alternativa efficace alle opere che rappresentano positivamente il male?
Si potrebbero per esempio rappresentare le stesse scene in modo realistico ed efficace, da un punto di vista critico del male e mostrando soluzioni positive alla tragedia, invece che celebrarla come se fosse un valore.
Rappresentare i paradossi delle abitudini moderne è una risposta, stigmatizzandole o ridicolizzandole; mostrare i personaggi dell’opera che divengono consci della loro situazione esistenziale e cercano perciò un’uscita; in queste opere lo spettatore si ritrova riflesso, veicolando pensieri di auto miglioramento.
L’arte di oggi deve mostrare l’uscita dalla Caverna di Platone.
Lo spettatore che osserva l’opera vedrà in modo molto differente la stessa scena, capovolta positivamente rispetto alla rappresentazione dall’artista moderno; comincerà a comprendere che normalizzare il nichilismo è qualcosa di malsano; lo spettatore comincerà a stigmatizzare atteggiamenti del genere ed un seme di Verità gli sarà impiantato nel profondo.Una presa di coscienza verrà stimolata ed il sistema malvagio verrà colpito nelle sue fondamenta.
Un’alternativa sarebbe rappresentare il mondo ideale, come il concetto eterno di Forza, di Paradiso, di Vittoria, i valori legati al Divino e alla Bellezza Eterna; questo dipende dall’inclinazione dell’artista che potrebbe essere più portato a rappresentare il mondo ideale oppure a criticare la realtà del quotidiano.
Essere pronti a fare sacrifici personali per questa battaglia è necessario, in modo da comprendere che è una lotta che va oltre il guadagno personale, ma che va a salvaguardare il concetto stesso di Verità e Bellezza, per la salvezza del Bene Comune.
La vita su questo pianeta è in ogni caso temporanea ed è nient’altro che una prova dall’Alto, un esame che testa le nostre forze interiori ed esteriori, allo scopo di purificarci e permetterci di fare il più bene possibile su questa Terra, ignorando il profitto ottenuto con la coscienza sporca, che ha prezzi maggiori che si pagano quando meno se lo aspetta. Tanto vale combattere a favore di una giusta causa, no?
Considerando che chi è nato in Occidente ha solitamente un passato complesso, intriso di problemi familiari e continua esposizione alla degenerazione normalizzata… già il fatto di essere qui a cercare di riparare la melma in cui siamo cresciuti… è di per se un miracolo.
Quanti di noi hanno avuto a che fare con l’esposizione familiare a droghe, libertinaggio, violenza psicologica e fisica, ateismo intriso d’odio e negatività, degenerazione?… e tuttavia siamo qui, cercando di ripulirci dal peso del modernismo, nel tentativo di ricostruire una società sana e giusta che è andata perduta.
La battaglia per la salvaguardia delle Arti, che potrà riparare e guarire la società Occidentale, è una battaglia personale che tocca tutti prima o poi; lo comprendiamo quando sentiamo delle tragedie, quando vediamo la criminalità e l’ingiustizia di fronte ai nostri occhi, quando percepiamo che la nostra civiltà sta per cadere nel baratro della follia.
La nostra generazione è quella che ha visto più di tutte le conseguenze di uno stile di vita moderno, provenendo da famiglie distrutte, esposizione delle conseguenze d’alcolismo e tossicodipendenza. Siamo nati e cresciuti con i frutti del tardo modernismo; è ora di sanare questo sistema e ricostruire una società positiva e florida.
Chi ha scelto di studiare e fare arte in questi tempi bui, orientati al profitto sicuramente non l’ha fatto a scopo di lucro, ma con una convinzione di senso di giustizia, di seguire l’antico filo d’oro della conoscenza.
Costruire la Restaurazione dell’Occidente è oggi possibile.
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