In Occidente viviamo in una perenne bolla di melassa zuccherata, nella quale il pacifismo (fino a quando non si tratta di “esportazione missilistica della democrazia”), l’antibullismo (fino a quando non colpisce i bambini che hanno avuto un’educazione tradizionale), il rivolgersi in modo politicamente corretto (fino a quando non si tratta di offendere i conservatori) sono il mantra quotidiano e stanno modellando antropologicamente una generazione di persone fattualmente inermi ed indifese, esseri umani cresciuti in una cattività artificialmente costruita per “tutelarli”.
Quest’ educazione non gli permetterebbe di sopravvivere nel mondo naturale esterno, o nel difendersi dagli individui provenienti da nazioni non occidentali che sono nati e cresciuti con principi differenti, i quali li rendono estremamente più forti e determinati rispetto a noi.
Il concetto di “forza” sia mentale che fisica in Occidente viene etichettato come un qualcosa da evitare, in quanto l’avanzamento tecnologico può provvedere alla soddisfazione dei loro bisogni e la tecnologia può benissimo sostituirsi alle capacità minime richieste per la sopravvivenza, ormai atrofizzate.
La mascolinità, un tempo caratteristica fondamentale e di pregio, è ora classificata come tossica (ed i rimasugli di essa vengono tutti canalizzati in palestra) mentre la propaganda misandrica diviene la moda da seguire e così ci si ritrova in una società completamente demascolinizzata, mancante delle caratteristiche essenziali dell’energia maschile.
L’idea di utilizzare la forza fisica per autodifesa viene vista come qualcosa d’evitabile e retrogrado in quanto la risoluzione di qualsiasi conflitto deve essere delegata ad un ente preposto (che al giorno d’oggi ignora le richieste dei cittadini); il cittadino cosi si ritrova incapace di provvedere a se stesso senza un aiuto esterno (che è stato appositamente definanziato).
L’uomo occidentale sta divenendo un pollo da batteria, un inerme bovino incapace di difendersi e di ragionare da se, incapace di provvedere a se stesso.
I poveri individui, vittime di un sistema mediatico di cui si sono ciecamente fidati, si ritrovano cosi in uno stato di handicap perenne che permetterebbe ipoteticamente ad una qualsiasi forza totalitaria di prevalere sulla popolazione, in quanto la popolazione è disinnescata, incapace di reagire ai soprusi.
La forza totalitaria ipotetica non seguirebbe invece le regole del mantra woke pacifista, inculcato solo sulla popolazione ora divenuta un ammasso di polli da batteria; pensiamo per esempio alla recente l’ondata di criminalità in Europa, dovuta dall’immigrazione illegale (gruppi d’individui violenti selezionati per alimentare l’odio tra culture e creare polarizzazione) e da gruppi mafiosi stranieri (e non), che hanno compreso di poter operare a piacimento senza più ripercussioni mentre la popolazione bovina osserva inerte; ciò dimostra che l’Europa si trova in un potenziale e grave pericolo di essere conquistata da chiunque avesse la forza necessaria per farlo, in quanto non troverebbe un popolo capace di difendersi, cosi come possiamo denotare su piccola scala, quando nelle metropolitane e stazioni italiane vediamo i soliti gruppi di criminali che spacciano sostanze stupefacenti, stuprano e rubano e nemmeno i poliziotti hanno il coraggio di dirgli qualcosa.
L’Europeo vive oggi in una bolla di sapone Disneyana, ma chi vive fuori dalla bolla di manipolazione propagandistica non è inerme come l’Europeo divenuto innocuo bovino; ciò crea un enorme squilibrio di capacità d’utilizzo di forza, estremamente allarmante per la sopravvivenza della cultura occidentale e considerando l’elevata quantità di risorse naturali di cui l’Europa dispone, è solo una questione di tempo prima che qualcuno decida di fare piazza pulita come avvenuto con la povera Palestina, della quale hanno lentamente preso il controllo del territorio (che sta già avvenendo in maniera subdola e graduale da tempo).
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Europeo è stato castrato mentalmente da una bombardante propaganda demascolinizzante, una propaganda utile a chi ha bisogno di mantenere saldi gli equilibri di potere costruiti dopo che certe entità colonizzarono culturalmente parte dell’Europa, anestetizzando qualsiasi spinta nel creare una forza alternativa di natura nazionalistica e protettiva verso i propri cittadini. Per mantenere la sudditanza ad essi, sono stati evirati mentalmente tutti i cittadini europei.
Le nuove generazioni inermi ed apatiche, incapaci di farsi rispettare nei più basici diritti e delegando la propria protezione ad enti esterni, ignorano la realtà che li circonda persino affidandone ciecamente la pura comprensione ai mass media preposti, che tenendo in mano l’informazione con il quale essi interpretano la realtà, li manipolano persino a livello psico-percettivo.
Infatti persino il pensiero ed il linguaggio dell’europeo medio è stato manipolato a tal punto da non permettergli di esprimere pensieri critici in quanto secondo il politicamente corretto, potrebbero risultare offensivi, quindi è altamente consigliabile per non incorrere in problemi legali, evitare qualsiasi tema “caldo”, delegando il proprio giudizio ed attività neuronale annessa ad un ente mediatico ufficiale che provvederà a dargli opinioni alle quali da solo non avrebbe il coraggio di arrivare.
Aggiungiamo poi il fatto che è respirabile un opprimente vento di guerra nell’aria, sia esternamente all’Europa che internamente (possibilità di guerre civili).
Ed intanto, intorno all’Europa c’è ormai il caos; pensiamo per esempio alla guerra di alcune potenze (ufficialmente incapsulate nel nome Ucraina) contro la Russia, che se scoppiasse all’esterno dei confini ucraini, distruggerebbe l’Europa per come oggi noi la conosciamo; inoltre pensiamo agli stermini in Medio Oriente causati da una malsana ricerca di profitti di certi gruppi, oppure per esempio al genocidio perpetuato nei confronti dello Stato della Palestina, per non parlare di ciò che sempre gli stessi orchestrano in modi meno diretti. Il mondo reale bussa alle porte dell’Europa…
Vediamo qui rappresentato un autoritratto dell’artista Enrico Ibrahim Deiana, ad olio su tela, nel pieno del disastro; un paesaggio apocalittico, un fungo atomico alle spalle, in procinto di raggiungere il personaggio, muri che si trasformano in mostruose forme demoniache con occhi rossi; il ragazzo è pronto ad essere colpito dall’esplosione e si stringe lo stomaco, atto che diversi esorcisti richiamerebbero all’infestazione demoniaca.E’ il male qualcosa di materiale o spirituale?
E’ la guerra un evento tra uomini, oppure una malvagità scatenata da potenze che vanno oltre la nostra superficiale percezione dei sensi? E mentre le guerre si scatenano, la violenza indiscriminata porta sempre altra violenza ed il popolo occidentale sembra sarà il prossimo a conoscerne l’orrendo gusto, anche se ora si sente al sicuro, rintanato sul suo divano, guardando Netflix.
In quest’opera notiamo un giovane distrutto dalla propaganda degli indumenti americanizzanti, un collo allungato e distorto che darwinaniamente gli permette di usufruire dello smartphone in modo più semplice, le orecchie perennemente isolate, connesse al mondo digitale ed insonorizzate dalla realtà che lo circonda.
Il suo sguardo è perso, è solo un corpo, perso nella digitalizzazione.
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