La Restaurazione dell’Occidente

“Le immagini utilizzate sono a scopo puramente illustrativo e decorativo. Non intendono rappresentare la realtà dei fatti né offendere l’integrità di persone, luoghi o avvenimenti.”

Stadio dei Marmi, Foro Mussolini (Italico), Roma (1928-1932)

Promuovere un ristabilimento del potere decisionale e d’influenza culturale delle Belle Arti (Arti accademiche classiche) all’interno delle Istituzioni scolastiche ed universitarie, potrebbe contribuire al risanamento della società? 

Ha l’Arte accademica effetti benefici sulla civiltà occidentale? Ed invece, ha l’Anti-accademismo, sviluppatosi dopo la rivoluzione DADA, causato una forte perdita dei valori tradizionali ed evirato la prosperità dell’Occidente?

Ho deciso di strutturare un manifesto artistico che possa far sfociare un nuovo interesse per l’arte promotrice di valori tradizionali e salutari, per tendere una mano ai tanti giovani artisti che in Occidente non hanno più la possibilità di esprimersi artisticamente in quanto lo stile classico è etichettato come anacronistico e noioso; propongo oggi un’arte che possa schierarsi apertamente contro i valori anti-umanistici spinti dall’anti-accademismo di matrice secolare, che identifico come un elemento cancerogeno e pericoloso della società occidentale.

L’obiettivo prefissato è la costruzione di un movimento di Restaurazione culturale generale, che risani i valori antropologici, sociali, artistici e culturali tradizionali dell’eredità Occidentale, ridicolizzando e stigmatizzando gli elementi negativi dello stile di vita moderno.

Sostituirsi alla narrativa tardo-modernista è il fine principale, allo scopo di contribuire ad un risanamento della civiltà dell’Occidente, oggi in caduta libera a causa di molti fattori che comprenderemo passo dopo passo; una buona Arte può portare un grande vantaggio per la salute della società stessa, ma quando boicottata ha la capacità di deteriorare la saluta psicologica dei cittadini, come oggi sta avvenendo constatandolo dall’aumento esponenziale in Occidente di divorzi, prostituzione, violenza, criminalità, abuso di droghe, sterilità, disoccupazione, suicidi, abbassamento del quoziente intellettivo, malattie, deliri mentali, ecc.

I DANNI DELL'ANTI-ACCADEMISMO

Cosa può avere a che fare l’arte con tutto ciò? Be, riflettete sul potere d’influenza che hanno per esempio la cinematografia, la musica, i social-media (la letteratura non più a causa dell’analfabetismo funzionale): una cinematografia che promuove valori positivi ispirerà naturalmente gli spettatori positivamente, invece clip musicali che inneggiano alla prostituzione, alla vendita di droghe e alla violenza, di conseguenza faranno l’effetto opposto no?

Senza tetto abusando pubblicamente di droghe (Pensiamo alla recente Epidemia del Fentanyl)

Un occhio attento si accorgerà che le clip musicali contemporanee, cosi come la cinematografia a stampo hollywoodiano, sono riuscite a modellare a loro immagine e somiglianza il comportamento degli spettatori; il mondo di fantasia che hanno costruito fotogramma dopo fotogramma ha ispirato i giovani che ne hanno emulato tutto ciò che sono riusciti ad imitare.

Diamo un’occhiata alla manipolazione che hanno subito le ultime generazioni riguardo la cultura hip hop, l’inneggiamento alla criminalità ora alla moda e alla promiscuità edonistica; se ci riflettiamo notiamo infatti ragazzi proveniente da piccoli centri abitati che vestono e si comportano come se provenissero da un ghetto di Chicago (o almeno dell’immagine di esso che è stata promossa mediaticamente), tagliando un ponte tra il mondo reale che li circonda e la fantasia cinematografica che ha modellato la loro personalità.

Ciò che si codifica osservando queste opere di natura artistica non è solitamente un messaggio positivo, ma appare più che altro come un veicolo di promozione di violenza, amore per il denaro, sessualità deresponsabilizzata, egoismo e puro edonismo estremo.

Persino l’ondata di carnevalate è divenuta di massa solo dopo una potente propaganda di normalizzazione avvenuta tramite i social-media; negli anni 2000 esistevano persone che a Carnevale si vestivano in modi strambi, nessuno le discriminava e nessuno se ne interessava politicamente, dopodiché nel giro di pochi anni certe teorie promulgate tramite i social-media hanno modellato un’intera generazione, portando diversi individui a credere di essere ciò da cui si sono mascherati, portando ad un’ondata di persone che si sono sterilizzate a causa dell’evirazione di certi organi e degli ormoni artificiali iniettati; proteste, caos ed enormi conflitti sfociati dopo un’attenta promozione digitale di queste ideologie, veicolate tramite le piattaforme social. Un problema creato artificialmente e divenuto concreto, tramite le arti digitali.

Uno Stato straniero che volesse indebolire un proprio nemico, potrebbe oggi farlo infatti con i social-media, tramite la veicolazione di messaggi corrosivi e negativi, mascherati da un timbro di realismo e neutralità (cosa che oggi già avviene, con la guerra mediatica che attacca la percezione dei cittadini, ossia la loro mente e non i loro corpi).

I BENEFICI DI UN’ARTE PORTATRICE DI SANI VALORI

Perché l’arte accademica potrebbe invece essere la cura capace di risanare la manipolazione causata da questa narrativa cancerogena?

E perché prendere una tale posizione riguardo la salvaguardia del patrimonio artistico tradizionale, invece di incamminarsi per la larga via rastrellata d’oro dell’arte commerciale secolare a favore della finanza internazionale? Perché non seguire la moda del momento e creare arte aderente al sistema dominante, perdendo la propria dignità ma riempendosi il portafogli?

La risposta è, è meglio conseguire un’opera di bene e rimetterci che fare del male e guadagnarci economicamente, perdendoci in termini ben maggiori; il male porta profitti a breve termine e brutte conseguenze nel lungo termine, mentre un’opera di bene porta a sofferenze che vengono in qualche modo poi retribuite…Molti non se ne accorgono, ma l’Universo è come un organismo che bilancia tutto ed ad ogni azione ne consegue un contro-bilanciamento, anche se non immediato o facilmente comprensibile. Ma questo è una tematica che approfondiremo in un altro articolo e nel mio libro “La grande battaglia culturale”. Torniamo al mondo che ci circonda:

Il sistema Occidentale modernista sta crollando ed i segni sono chiari; una narrativa che punta all’autodistruzione, all’annullamento di tutto ciò che è sano e costruttivo, ha vita breve e verrà naturalmente rimpiazzata. Si denota sempre di più infatti, un’ondata di ritorno ai valori tradizionali e per evitare che nasca un estremismo politico violento, sarebbe meglio correggere già da ora la traiettoria della narrativa ufficiale, in modo che torni sui binari della sanità mentale e permetta di avere un’utilità sociale, senza che avvengano spargimenti di sangue causati da guerre civili.

Una controparte politica, ostile alla modernità degenerata sta avanzando, mentre i difensori della narrativa dominante ( i cosiddetti gate-keepers) si indeboliscono sempre più, giorno dopo giorno, mentalmente e fisicamente, in quanto sono servi di un potere e questo di per se li rende deboli mentalmente e senza gli attributi necessari per contrastare forti calamità.

La mancanza di disciplina e l’edonismo sono le cause primarie del crollo di un Impero, mentre l’opposizione ideologica tradizionale si rinforza sempre più e prepara il terreno per riprendere le redini del comando.

Come si può sconfiggere chi è pronto a sacrificare la propria vita ed a disciplinare completamente mente e corpo con estrema forza di volontà, per portare a realizzazione i Fini Ultimi, senza cercarne neanche profitto personale, ma solo volontà di conseguire un bene universale? La vittoria sta già scritta ed è perciò saggio cercare fin da subito un compromesso politico che porti vantaggi meritocratici per evitare ribaltamenti futuri che sarebbero meno cordiali.

Fontana di Trevi, Roma. (1762)

MOTIVAZIONI PERSONALI

Vorrei che fosse più comprensibile il motivo per il quale reputo sia necessario strutturare un manifesto artistico a favore della Restaurazione di una società più tradizionale, dando una breve motivazione autobiografica.

Scelsi fin da bambino di intraprendere il percorso artistico; mi innamorai fin da subito della bellezza Eterna dei tempi classici, dell’ispirazione che si trae dalla cultura della civiltà greco/romana, mi innamorai delle grandi opere d’arte create da innumerevoli Maestri che con disciplina ed impegno acquisirono capacità fuori dal comune e produssero opere di infinita bellezza, per puro amore dell’arte e dell’arricchimento del patrimonio conoscitivo dell’umanità.

Grazie alle Belle Arti maturò in me un forte senso di giustizia meritocratica, che è un grande serbatoio motivazionale per una società sana; dove manca la meritocrazia manca infatti l’impegno e la disciplina; di conseguenza germoglia il seme del nichilismo e la conseguente criminalità, che ora o più tardi finisce per danneggiare tutti; se si avvelenano i pozzi d’acqua, un giorno o l’altro un sorso mortale se lo berranno tutti.

Ero conscio che non sarebbe stato un mestiere scelto a scopo di lucro, ma compresi che si sarebbe trattato più che altro di un sentiero filosofico che mi avrebbe retribuito il giusto, dopo gli immensi sacrifici che sono necessari per divenire maturi artisticamente; dopo aver immagazzinato abbastanza conoscenza, decisi di condividerla insegnando arte a mia volta, in modo da trasmettere alla nuova generazione i metodi acquisiti, che altrimenti sarebbero stati un mio vano arricchimento. Nel processo d’apprendimento della tecnica accademica, notai enormi benefici personali e sviluppo delle capacità mentali e sensoriali, fattore comune tra chi studia certi ambiti a livello profondo; l’arte è infatti un potentissimo strumento d’analisi del reale.

I primi fastidi che mi portarono ad espormi, sorsero quando notai che il metodo corretto di disegno e pittura fu sostituito nelle scuole pubbliche da pseudo tecniche dilettantistiche, avvelenate da una concezione modernista dell’arte; i professori insegnavano infatti informazioni e metodi sbagliati agli studenti ignari e ciò mi sconvolse… oltre al distorto insegnamento della teoria artistica, buona parte degli insegnanti non sembravano nemmeno essere in grado di mostrare la parte pratica, ossia dare dimostrazione delle tecniche figurative; notavo che questi pseudo insegnamenti portavano danni anche a livello cognitivo tra gli studenti, che sembravano quasi distaccati dalla percezione oggettiva della realtà, come bovini succubi di tutto ciò che ordina il macellaio.

Quasi qualunque studente d’arte che entrava motivato per compiere il proprio percorso di studi di Belle Arti, ne usciva sviato o demoralizzato, buttando al vento il proprio talento a favore di un’arte moderna commerciabile, ma cancerogena per la società, per non parlare sulle ripercussioni personali dello studente stesso che finiva per entrare in un vizioso circolo di edonismo nichilista.

L’arte rispecchia il modo in cui analizziamo la realtà, modellandoci nel profondo. Chi macchia una tela con colori casuali deturperà se stesso e non avrà la stessa capacità mentale di chi ci ricostruisce tridimensionalmente l’universo dalla sua immaginazione.

Ciò mi fece approfondire gli studi della storia dell’arte, per comprendere questa discrepanza tra accademismo ed arti moderne; mi chiesi come mai fosse nato il bisogno di tagliare i ponti con la tradizione, con l’instaurazione  dell’avanguardia DADAcompresi cosi che essa fu una delle cause del relativismo, della degenerazione e del nichilismo imperante nell’Occidente.

La battaglia di Anghiari, copia di Peter Paul Rubens (originale di Leonardo da Vinci, opera perduta, anno 1503)

L’ARTE DEGENERATA

(Non si intende qui promuovere alcuna ideologia politica, ma solo comprendere caratteristiche storiche dissociandole da qualsiasi narrativa)

Come già spiegato nel libro La grande battaglia culturale e negli altri articoli del sito, la produzione artistica è strettamente interconnessa con la qualità della società e la visione collettiva, che determina la percezione del reale.

Nel caso l’arte diventasse degenerata e non più accademica e di “Belle Arti”, che accadrebbe alla nostra civiltà? Bé, ciò in realtà è già avvenuto.

Per arte degenerata si intende un movimento artistico, somma delle avanguardie d’arte moderna del 1900 tra cui cubismo, dadaismo, espressionismo, astrattismo, che ruppe completamente qualsiasi connessione con la tradizione del passato.

Retrospetticamente, possiamo notare che, forse involontariamente, partì dal movimento degli Impressionisti, che con la loro rivoluzionaria produzione artistica ricca di ottimi spunti per la didattica, purtroppo ignorarono le regole di base del disegno e del colore a favore di una maggiore espressività visiva e coloristica che potesse richiamare con più efficacia all’esperienza del reale; se gli studi del colore compiuti dagli impressionisti fossero stati inseriti in un percorso classico e tradizionale, essi sarebbero stati un’interessante contributo, ma purtroppo così non fu. La generazione successiva, infatti, invece di integrare le scoperte impressioniste con lo studio accademico, andò oltre e mantenne solo i lati negativi dell’Impressionismo, come la mancata capacità raffigurativa, portando ad una lenta e graduale corrosione dei metodi pittorici.

Certi mercanti e collezionisti privati, magari a favore di un ribaltamento del potere da cui potessero trarre beneficio, finanziarono enormemente queste avanguardie moderne, di conseguenza sabotando le Accademie di Belle Arti ufficiali, che attraverso una promozione massiccia di questa “nuova arte”, vennero etichettate come un relitto del passato, da sostituire con il nuovo. Come si sa, gli esseri umani sono facilmente influenzabili, soprattutto quando grandi quantità di denaro vengono immesse in una particolare direzione, spostando l’interesse culturale verso questa nuova forma di “Arte del progresso moderno“.

Questo finanziamento cosi massiccio di arti non positive ma assolutamente deleterie per la società venne visto da molti come un tentativo di disintegrazione dell’identità occidentale ed esperimento d’ingegneria sociale, facendo nascere il termine di “Arte degenerata”, creando in Europa ondate di resistenza per la salvaguardia della società. 

Un esempio di contro-narrazione della degenerazione venne organizzato con la mostra “Entartete Kunst”, a Monaco, nel 1937; fu un tentativo di grande successo nella stigmatizzazione delle arti moderne che cercavano già allora di distruggere il patrimonio artistico della società occidentale.

Entartete Kunst, mostra del 1937 a Monaco, Germania.

Le opere d’arte moderna, ridicole ed amatoriali se messe a confronto con i capolavori dei grandi Maestri del passato, oggi appaiono ai nostri occhi come opere esteticamente interessanti (ogni tanto), ma solo in quanto da diversi anni abbiamo subito una campagna di normalizzazione ed accettazione di simili affronti all’Arte accademica, sia in ambiente scolastico che culturale/mediatico.

L’arte moderna venne promossa come liberazione dalle catene mentali del passato, tramite riviste d’arte indipendenti, mostre controcorrente, etichettando le Belle Arti come un’arte vecchia e finta, dando sempre più maggiore importanza all’artista come “genio incompreso”, “dandy”, e non più alla sua arte, rivoluzione che Marchel Duchamp riusci a portare a compimento arrivando alla dichiarazione che fosse l’artista a rendere un qualsiasi oggetto un’opera d’arte, concetto ai limiti del delirio umano d’onnipotenza.

L’artista  e non la sua arte divenne il punto focale, togliendo valore all’opera in sé; ribaltamento della logica!

Duchamp, Orinatoio (Ready Made), 1917

Questa rivoluzione culturale riusci a far perdere ingente potere alle istituzioni accademiche, che avevano all’epoca la responsabilità di veicolare messaggi costruttivi, educare efficacemente gli studenti e creare opere artistiche di varia natura che contribuissero al benessere generale della società; ne possiamo avere immediato riscontro visitando una mostra d’arte che contenga sia opere classiche che moderne, l’evidente contrasto ci apparirà allarmante, facendoci comprendere quali opere d’arte siano oggettivamente edificanti o meno.

Denotiamo i benefici immensi dell’Accademismo soprattutto in Italia, nazione che ha partorito un enorme numero d’artisti di grande talento;  camminare all’interno di una città come Roma, considerando la magnificenza dell’architettura urbana del passato, la presenza di innumerevoli monumenti pubblici di straordinario valore, i ricchissimi musei e le gallerie d’arte del passato, le sterminate biblioteche ricche di capolavori letterari, è un’esperienza che si potrebbe dire spirituale, in quanto ciò di cui facciamo esperienza li ha la capacità di trasformarci dal punto di vista spirituale e coscienziale.

L’assimilare cosi tanta bellezza ed esserne circondati, modifica la consapevolezza che abbiamo di noi stessi e ci ricorda quanto in realtà l’essere umano sia capace di realizzare enormi risultati che possono riecheggiare nell’Eternità; buona parte dell’Europa è provvista di questo patrimonio culturale.

Bisogna infatti sottolineare che tutto ciò che l’Europa simboleggia ancora oggi ed il turismo massivo che ne seguita, non venne sicuramente costruito dopo l’insurrezione artistica DADA, che portò anche dal punto di vista urbanistico alla disgregazione e all’imbruttimento del tessuto urbano, con architettura post-moderna orripilante che ha la brutta conseguenza di spersonalizzare l’individuo, alienandolo e distaccandolo dalla memoria collettiva delle sue eredità culturali.

Le città, da centri d’incontro e d’ispirazione (come il famosissimo “Grand tour“), diventano oggi luoghi senza un’identità nazionale o etnica, come dei ridondanti centri commerciali a cielo aperto, senza più scopo o ragione d’esistere che non sia un fine commerciale e a breve termine; la bruttezza delle città e delle arti in esse distrugge cosi lo stesso tessuto sociale.

Il tasso di depressione della popolazione è intimamente connesso con l’estetica del tessuto urbano al punto che ci si chiede oggi se l’Architettura ostile sia un atto di distruzione della società ben deliberato, anche se lo giustificano con scusanti come costi di costruzione, scusanti facilmente confutabili.

Pensiamo anche alla musica, che seppur non è visiva, crea un’ambientazione di “frequenze” sonore palpabili e può avere gli stessi benefici o conseguenze delle arti visive, a seconda dell’uso proprio o improprio; i concerti di musica contemporanea infatti (se di musica si può parlare, o più che altro di rumore), sono diventati veicoli di depressione, satanismo ed autolesionismo, effetto opposto di ciò che regalava agli animi la musica classica, di comprovate sensazioni benefiche (Johann Sebastian Bach per esempio).

Architettura ostile, Guangzhou, Cina

Ricordiamoci che ciò che vediamo ci modella; gli occhi divorano il reale, il quale è cibo visivo e plasma la mente degli individui; diamo un’occhiata persino alle Chiese in Europa costruite negli ultimi secoli, sembra un’architettura che volontariamente cerca di rovinare l’atmosfera per i suoi fedeli. Non c’è area che non ne venga colpita, se ne trovano ramificazioni ovunque.

Colpire le Accademie con la “rivoluzione” DADA portò ad una reazione a catena ben peggiore di ciò che magari ci si sarebbe potuti aspettare; distruggere i canoni di bellezza, di morale, ha portato alla completa distruzione delle barriere del buon senso, dando libertà di esprimere tutto ciò che sarebbe meglio evitare di propagandare e invece stigmatizzando ciò che sarebbe meglio dire.

Ci troviamo oggi in una società completamente fuori controllo, che chiama il Bene male ed il male Bene.

La mia opinione “controcorrente” è estremamente apprezzata dagli studenti d’arte che hanno scelto il mestiere non per cavalcare l’onda delle speculazioni ma per amore dell’arte stessa; essi ne traggono grandi benefici mentali,dopo aver superato le difficili esercitazioni che il cammino richiede.

Il metodo tradizionale richiede estrema disciplina, dedizione continua, forza mentale e rispetto per le arti e per la gerarchia; le esercitazioni per ottenere una buona tecnica sono estremamente difficili e richiedono un’espansione delle proprie capacità mentali finora utilizzate; la preparazione accademica porta a diversi benefici, anche fuori dall’ambito delle arti in quanto la mente si evolve e si rafforza massivamente, creando un effetto a catena positivo persino nella vita privata, regalando a chi ne trae godimento estetico simili effetti.

La tutela dei metodi di disegno e pittura tradizionali, così come la tutela di qualsiasi attività umana sana ed utile per la società, a contrasto del metodo di pensiero modernista e nichilista, che promuove la superficialità, la banalità, la stupidità, la distruzione delle tradizioni, è un atto oggi necessario sia per chi la pratica che per chi ne usufruisce passivamente.

Cittadino medio nel futuro

LA RESTAURAZIONE DELL'OCCIDENTE

Oggigiorno la cultura in Occidente sta toccando i suoi minimi storici in fatto di decenza e dignità, al punto che neanche le tribù più primitive sarebbero in grado di creare opere artistiche di cosi basso livello, con l’ abbassamento progressivo del quoziente intellettivo generale ed il preoccupante assopimento delle masse che rispondono solo alle chiamate in causa fatte durante un balletto su TikTok.

L’uso maniacale di tecnologie che si sostituiscono all’attività neuronale del singolo stanno oggi mostrando i loro velenosi frutti, in quanto delegano ai calcolatori elettronici gli sforzi cerebrali, portando l’individuo ad una temporanea atrofizzazione del cervello.

E dopo la Rivoluzione Dada, cosa vediamo nel mondo odierno della cultura? Macchie su tela, performance artistiche ridicole, balletti di gruppo da psichiatria, festival musicali penosi nei quali si susseguono cantanti senza alcun minimo talento, supportati da strumenti tecnologici sonori come “l’Autotune“, che permettono che le loro “creazioni” non siano completamente cancerogene per l’udito altrui.

“Artisti” così evidentemente sprovvisti di qualsivoglia minima capacità artistica o predisposizione, che stanno continuamente sotto i riflettori mediatici, come se qualcuno dall’alto preferisse propagare bruttezza invece che bellezza; attori travestiti da artisti che macchiano la reputazione di mestieri di un tempo elevatissima importanza sociale, mestieri oggi ridicolizzati grazie ad una struttura politica che li finanzia, in modo da appoggiare la mentalità nichilista e relativista, assopendo la popolazione per un miglior controllo sociale; la stupidità si propaga.

Viviamo nell’epoca del paradosso, della degenerazione culturale; i “cantanti” di oggi sono incapaci di cantare, i “pittori” incapaci di dipingere; la politica internazionale è diventata una serie TV con colpi di scena che sembrano scritti da uno sceneggiatore, sembra sempre più di trovarsi all’interno di un film caricaturale e paradossale, molto più interessante della cinematografia hollywoodiana che sembra produrre un disastro woke dopo l’altro.

Sembra tutto uno scherzo, il teatro dell’assurdo, invece è il mondo reale, perché quando il giullare comanda al posto del Re, tutto diventa ridicolo e deleterio.

Vi ricordate la fiaba de “I vestiti nuovi dell’Imperatore” nel quale una coppia di furfanti riuscì ad aggirare tutti, convincendoli di tessere abiti invisibili, e tutti per paura di essere giudicati preferirono stare al gioco e seguire i diktat dei truffatori? Ci troviamo in una situazione simile in cui preferiamo appoggiare la narrativa dominante, invece che andarle contro per paura di essere criticati e demonizzati socialmente, anche se nel profondo sappiamo di avere ragione. Leggi la mia rivisitazione della fiaba QUI, ti mostrerà un punto di vista interessante.

Come abbiamo fatto a credere al movimento Dada, agli esperimenti dell’arte concettuale? Perché non abbiamo gridato come fece il bambino nella fiaba dicendo “Non è arte!“, ma invece per paura di essere etichettati come ignoranti e non acculturati, abbiamo preferito far finta che si trattasse di opere d’arte complesse ed estremamente d’alta classe?

Come possiamo adesso dare uno scossone alla società e fare in modo che torni la meritocrazia e che non venga più promossa la degenerazione artistica, ora che essa sembra persino radicata nelle Accademie ufficiali, infilata nei libri di storia dell’arte come se fosse un legittimo continuum e ha persino ottenuto un altissimo valore monetario, entrando in Gallerie importanti, maggiori Musei e collezioni miliardarie? Dobbiamo oggi deragliare questi investimenti finanziari verso forme artistiche molto più meritevoli.

Bisogna riprendere in mano le redini del comando, smettere di finanziare chi distrugge l’arte, svegliare chi è assopito e sanare la cultura convincendo i finanziatori e collezionisti a deviare leggermente il loro percorso d’investimenti, stigmatizzando chi cerca ancora di promuovere l’arte degenerata. Leggi l’articolo a riguardo QUI.

Dettagli di alcuni dipinti di Enrico Ibrahim Deiana: "Uno sguardo Rinascimentale" - "Lupi maligni"

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